Quando a vivere jazz era Michel PetruccianiBlog a cura di Chiara Martines

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Nel nostro film non c’A? fisicamente ma la sua aurea si fa sentire, uno dei grandi nomi del jazz A? raccontato dal celebre batterista Aldo Romano al piA? giovane Ruben Bellavia, parliamo di Michel Petrucciani.

Tra i numerosi musicisti di grande spessore citati nel nostro film, abbiamo voluto dedicargli uno spazio in questo blog per dare parole ad una presenza che genera ammirazione, stupore e ci mette a contatto con la dimensione dell’extra-ordinarioA�in un modo cosA� netto da far davvero accapponare la pelle.

“Quasi un uomo venuto da un altro mondo” cosA� lo ricorda Aldo Romano parlando del loro primo incontro.

Il corpo di Michel Petrucciani era malauguratamente segnato da una malattia, l’osteogenesi imperfetta, la sua musica, la sua inventiva e il suo tocco al pianoforte erano ancora piA? caratteristici ed unici di quanto non lo fosse la sua forma fisica.

Era figlio d’arte, italiano di origini e francese di nascita. Petrucciani iniziava a suonare giA� da bambino in famiglia, il padre era un rinomato chitarrista jazz ed il fratello un bassista. A tredici anni la sua prima perfomance da professionista al Cliousclat Festival colpA� il trombettista americano Clark Terry e da li molte cose iniziarono a cambiare.

La vita professionale del musicista iniziava poi, a tutti gli effetti, in seguito all’incontro con Aldo Romano.

Un vero portento al suo pianoforte, Michel Petrucciani destava lo stupore del batterista.

Un sodalizio umano e professionale A�avrebbe portato i due musicisti a vivere a stretto contatto fin quando Petrucciani non avrebbe poi deciso di spostarsi alla conquista della California nel 1982.

L’esperienza, raccontata da Aldo Romano come uno degli incontri piA? particolari della sua carriera, A? per noi un regalo prezioso del vivereA� paroxetine no rx, purchase dapoxetine. jazz.

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